Il circus per tutti i gusti è sempre più Strampalato

Mettiamoci in gioco a Rimini in una cucina che accontenta tutti i palati a tutte le ore, divertendosi (a partire dal nome).
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Che la cucina sia un gioco è chiaro fin dal nome, Strampalato. Nome azzeccatissimo, che mette insieme la ricerca del gusto alla maniera più genuina, informale, divertente. D’altronde siamo in Romagna, terra di accoglienza e scherzo, qua dove la cultura dell’intrattenimento, anche a tavola, supera agevolmente i manierismi per farsi autentica, verace, anche sorprendente. Strampalato nasce prima al mare, con un chioschetto focalizzato sul fast food a sedere, poi sbarca in centro, a Rimini, con la dimensione di un circo. Oggi Strampalato Park si affianca allo Strampalato Beach, superandolo in capienza, ma entrambi sono accomunati da un dettaglio vincente: vivere il pasto, a tutte le ore, in completa spensieratezza e libertà.

La location

La scenografia è incantevole, il borgo San Giuliano, la terra dei pescatori riminesi, punteggiata da casette pastello e vicoli che al calar del sole diventano frizzanti. Può sembrare un oltraggio pertanto questo tendone gigante, che fa eco al circo felliniano, piazzato a due passi dalla tradizione, con le sue dimensioni imponenti. Sotto il binomio bicolore, bianco e rosso, c’è un fermento culinario che ti porta al sorriso.

Lo spazio interno di Strampalato Park: lo staff porta sulle divise il marchio e i colori del locale, muovendosi tra i vari ambienti.

La struttura è imponente, tanti sono i posti a sedere, sia all’interno dove i camerieri fanno gli slalom tra tavoli e bambini urlanti, sia all’esterno, tra veranda e dehors, puntellati da sedie rosse che richiamano i colori del gusto. Una clientela eterogenea, per un pasto conviviale da scandire tra amici alla ricerca di assaggi collettivi oppure in coppia, per condividere portate e sorrisi senza sottostare ai rigidi dettami della tavola.

La veranda esterna, puntellata dalle sedie rosse che donano sorrisi e spensieratezza.

Strampalato è un brand, e lo si capisce subito: dagli interni distintivi, dalle insegne appese che distinguono gli ambienti, persino dagli oggetti marchiati che è possibile acquistare in cassa, dal quaderno ai calzini, orgogliosamente sfoggiati dallo staff che diffonde il verbo del gusto tra gli avventori. Chi storce il naso magari lo fa perchè trova questi espedienti ad hoc per nascondere l’attenzione dal prodotto: e invece l’assortimento vasto di proposte, davvero per tutti i gusti, è in grado di spuntarla anche sui palati più diffidenti.

La linea di oggetti marchiati Strampalato, da acquistare in cassa.

La cucina

Pizza, piadine, pasta, insalate, fritti, ma soprattutto burger, e come ormai sapete benissimo, i panini di mare non possono di certo rimanere impuniti, per noi che ne andiamo a caccia fierissimi. Così, pur lasciandoci alle spalle un ricchissimo menu che con la sua ampia dose di portate troverà il modo di accontentare tutti, ci dirigiamo lestamente sui fishburger, proposti in quattro interessanti varianti – in più c’è il fuorimenù, lo Strachef, che si millanta come edizione limitata. Partiamo proprio da questa versione speciale, che crediamo non sparirà facilmente visto che aprile è già passato e il languorino è ancora qui tra noi: tartare di tonno scottato su melanzana alla piastra, con stracciatella, basilico, pomodoro, scaglie di grana e acciughe (12 euro). Un burger composto, educato nella posa, rigido nei sapori. Piccolo appunto da penna rossa: la tartare è per definizione cruda, mentre il tonno scottato è denominato tataki. Una puntualizzazione dovuta, ma lo Strachef orgoglioso dei propri sapori non se la prende affatto a male.

Strachef – Tartare di tonno scottato su melanzana alla piastra, con stracciatella, basilico, pomodoro, scaglie di grana e acciughe

Il sottoscritto si è immediatamente fiondato senza dubbio alcuno sullo Strabaccalà, al grido di filetto di baccalà, julienne di carciofi, rostì di patate, maionese (12 euro). Il baccalà, passione sfrenata imperitura, trova il modo di esaltarsi nonostante la maionese invasiva, ma è proprio la salsa per antonomasia, paradossalmente, a legare il tutto, e anche quel rostì di patate – che in mezzo a questo delirio culinario sembra soccombere – trova lo spunto per emergere. Sarà anche merito del bun cotto a punto, ma lo Strabaccalà merita la palma del miglior fishburger di giornata.

Strabaccalà – Filetto di baccalà, julienne di carciofi, rostì di patate, maionese

Non è da meno lo Stragustoso, che sfodera un filetto di salmone grigliato, fiordilatte, marmellata di cipolle, olive taggiasche, insalata, salsa di yogurt greco (12 euro). Rendere invisibile al palato un filetto di salmone è facilissimo, e pure gli abbinamenti sono pericolosi: qua siamo alla perfezione. Tutti i sapori entrano in gioco a tempo debito, in una piacevole rincorsa all’armonia che accompagna ogni morso. Sì, anche lo Stragustoso merita una menzione specialissima, entrando in carta come novità e destinato a rimanere nella memoria culinaria dei food trotter specialisti.

Stragustoso – filetto di salmone grigliato, fiordilatte, marmellata di cipolle, olive taggiasche, insalata, salsa di yogurt greco

Gli altri due fishburger presenti in carta sono lì, pronti per il prossimo assaggio, magari quando il circo del gusto potrà aprire felicemente le proprie porte senza ritrosie legislative. Se il Maestrale (burger di gamberi e merluzzo, insalata iceberg, salsa rosa – 9,5 euro) rimane ai nostri occhi famelici meno accattivante dei precedenti (sarà per quel burger di mare come andava di moda agli albori del gusto), la curiosità si accende attorno alla seconda novità a menù, lo Strappetitoso (sardoncini spinati e gratinati al forno, pomodori secchi, primosale, rucola e maionese – 9,5 euro) che si appropria del pesciolino street food riminese in un vortice mediterraneo che mette in connessione la Sicilia alla Romagna.

E’ ahimè da rivedere, invece, la frittura di gamberi, calamari e verdure, un po’ meno Strabiliante di quanto non indichi il nome del comfort food marinaro per eccellenza. Lo sappiamo che fare un fritto perfetto è arduo, ma se fatto bene è la fine del mondo. Qua non siamo vicini all’estati, piuttosto all’apocalisse: pesciolino troppo unto e di conseguenza croccantezza perduta. La porzione generosa si fa perdonare, anche se il palato ha qualcosa da ridire.

Strabiliante – Fritto di calamari, gamberi e verdure croccanti

Abbiamo saltato il resoconto dei fritti, ma se volete aggiungere le patate come si rispetti ad un burger fatto ad hoc e siete in compagnia, andate diretti alla voce Strapatate in festa, che sblocca 4 porzioni di patate fritte a scelta a 11,90 euro, offertona famiglia da cogliere al volo. Ultima avvertenza sulle proposte in carta: i menù di Beach e Park, le due versioni di Strampalato, differiscono in quantità, e il circo centrale è quello più fornito.

Strampalato Park
Viale Tiberio 6 – 47921 Rimini
Tel. 0541 1417686 – Cell. 340 2946902
Sito web | Instagram

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